Il ninjutsu 忍術 o “arte della perseveranza” riguarda l’insieme delle tecniche che si basano sugli antichi principi del ninpō 忍 法 e che, per comodità, potremmo sintetizzare con un’espressione generica quale: “attività non convenzionali di combattimento”. I fondamenti di questa antica arte risalgono ai concetti cinesi esposti nell’ “Arte della Guerra” di Sunzi e tramandati in Giappone nel corso del IV-V secolo d.C.. Tali conoscenze vennero assorbite dapprima da comunità residenti nei monti, come yamabushi , ladri e monaci combattenti, fino a giungere nelle mani di guerrieri o bushi , responsabili della difesa di quelle aree e di zone strategiche. In particolare, nel periodo Sengoku o “Periodo degli Stati Combattenti” (1467 – 1568), il ninjutsu trovò un terreno fertile in Giappone per la sua crescita e numerose furono le scuole che si diffusero in tutto il Paese, in particolare si ricordano quelle dell’area di Iga/Kōga, note per il suo alto grado di specializzazione. Attraverso le lunghe guerre intestine avvenute nel Paese, la trasmissione dei principi, lo scambio di conoscenze, queste tecniche vennero perfezionate nei secoli portando il ninjutsu a un suo continuo sviluppo, tuttora in atto.