PILATES

IL METODO FELDENKRAIS®

Una pratica di movimento consapevole che consente di riorganizzare i propri schemi motori per migliorare la qualità della vita.

IL METODO PILATES

Una forma di ginnastica finalizzata al benessere e al conseguimento di una forma fisica ottimale.

 IL METODO FELDENKRAIS®

Si tratta di una pratica di movimento che consente di riorganizzare i propri schemi motori per migliorare la qualità della vita.

Durante le lezioni ci si muove guidati dall’insegnante e si ascoltano le parti del corpo che entrano di volta in volta in gioco, le sensazioni che da esse scaturiscono e si ricerca il proprio naturale ritmo, con una particolare attenzione alla comodità, alla piacevolezza e al rispetto dei propri limiti.
Questo atteggiamento rispettoso del corpo e dei suoi bisogni attiva le risorse del sistema nervoso, amplia le possibilità di azione e permette di ritrovare opzioni dimenticate, o di scoprirne di nuove.
Tutto questo porta benefici sulla sfera fisica e si riflette anche sullo stato mentale e sull’equilibrio emozionale.

Lezione di gruppoConsapevolezza Attraverso il Movimento® – l’insegnante conduce gli allievi con l’utilizzo della voce, proponendo sequenze di movimento che nel corso della lezione evolvono gradualmente per complessità ed escursione.
Durante il lavoro, l’attenzione viene focalizzata sull’ascolto di cosa si muove e sulle relazioni che si creano fra le parti. Non c’è un movimento ideale da raggiungere attraverso una tecnica precisa, ma a guidare il processo è la percezione: questo attiva le possibilità di apprendimento e permette di riequilibrare il tono muscolare, rendendo i movimenti sempre più leggeri, semplici ed eleganti.
Questa qualità, attraverso una pratica continuativa, si ripercuote sul quotidiano apportando benefici significativi.

La lezione individuale – Integrazione Funzionale® – si svolge su un lettino, con l’utilizzo di supporti di vario tipo, per rendere le posizioni che l’allievo assume comode e piacevoli.
L’insegnante, attraverso il tocco, guida l’allievo nell’ascolto delle proprie possibilità di movimento, per renderlo consapevole della propria organizzazione funzionale e suggerire nuovi modi perché sia più efficiente.
Il contatto manuale è rispettoso e gentile, mai orientato a forzare bensì a generare fiducia nelle proprie risorse, creando un clima favorevole all’apprendimento.
Le lezioni individuali, essendo mirate sui bisogni della persona, sono indicate nel caso di esigenze specifiche. Una singola lezione non può essere risolutiva di una problematica che può aver avuto un lungo tempo di incubazione: per questo solitamente si ricorre a un ciclo di lezioni, da concordare con l’insegnante.

Le lezioni individuali possono essere integrate con quelle di gruppo poiché le due modalità di lavoro si potenziano a vicenda.

IL METODO PILATES

Una forma di ginnastica finalizzata al benessere e al conseguimento di una forma fisica ottimale.

Tutti i movimenti vengono eseguiti con fluidità e armonia, che derivano direttamente dalla forza del baricentro e dal controllo.

La respirazione è parte integrante della tecnica e deve essere funzionale al movimento che si sta svolgendo: per ogni esercizio, infatti, è indicata la coordinazione con il respiro, che viene educato in modo da consentire una corretta ossigenazione che sia di supporto allo sforzo.

Ogni esercizio tiene particolarmente presente il lavoro della zona centrale del corpo – da Pilates definita Power house – che si trova tra la cassa toracica e il bacino. Questa “casa della forza” supporta ogni movimento e in condizioni di perfetta efficienza permette di eseguire sforzi e movimenti complessi in sicurezza.

La Consapevolezza del corpo è parte integrante di ogni esercizio.

Il ritmo associato al movimento è particolarmente importante e utilizzato per variare lo sforzo e il grado di difficoltà, secondo l’obiettivo specifico che si vuole raggiungere (potenziamento, allungamento, coordinazione…).
La sequenza originale degli esercizi a terra viene integrata con passaggi di ascolto e preparazione in modo da arrivare all’esecuzione completa in sicurezza e ottimizzando i risultati.
L’utilizzo dei piccoli attrezzi fornisce, a seconda degli esercizi, una resistenza da vincere o un aiuto al movimento richiesto, permettendo di progredire nella tecnica con gradualità e rendendo ogni lezione varia, ricca e stimolante.

È possibile prenotare lezioni individuali in caso di necessità di allenamento specifiche o di problematiche che richiedano un’attenzione dedicata.

BUDO WARAKU

BUDO WARAKU
Waraku 和良久

WA che sta per Heiwa (pace)

RA che sta Yoku (bene)

KU per Hisashiku (durevole)

“In poche parole, praticare desiderando la pace nel mondo.

Esiste una cosa che si chiama Kototama. 
La legge del Kototama si tramanda in Giappone sin dai
tempi più antichi. Non è una stregoneria o un’idea filosofica ma si manifesta in forma concreta
ed è la sorgente di energia che influenza tutte le cose. Il Waraku ha la finalità di realizzare una
pace durevole tramite la legge del Kototama.”

Hiramasa Maeda

KRAV MAGA

WRESTLING

RIPRENDONO I CORSI DI WRESTLING AL DOJOMIURATORINO ,CON IL GRANDISSIMO MAESTRO SERGIO NOEL , RING PER ALLENAMENTO SPECIFICO DA WRESLING E SALA DEDICATA .

https://www.facebook.com/scuolawrestlingitalia

http://www.wrestlingsuperstar.it/news.html

MOVEMENT ART TRAINING

MOVEMENT ART TRAINING

Movement arte è un metodo di allenamento che origina da un connubio di tecniche appartenenti alla ginnastica posturale, all’acrobatica, allo yoga, alla Capoeira, Per sviluppare nel praticante: forza, elasticità, l’equilibrio, coordinazione e coscienza del proprio corpo attraverso l’espressione del movimento libero e consapevole.
Per tutti gli iscritti al corso vi è in omaggio Un trattamento gratuito di 30 minuti, A scelta tra un massaggio emolinfa attico alle gambe, un massaggio alla schiena, un massaggio rilassante riflessogeneno a viso e cervicale, presso lo studio del coach Roberto Bonini.

JIU JITSU BRASILIANO

Brasilian jiu jitsu

Brasilian jiu jitsu insegna come suo fondamento che una persona più piccola e debole può difendersi con successo da un assalitore più grande e più forte portando lo scontro al suolo dove utilizzerà appropriate tecniche come leve chiavi articolari e strangolamenti .

Il Jiu Jitsu Brasiliano nacque in Brasile grazie all’arrivo, nei primi anni del secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, uno dei cinque maggiori esperti nel lotta a terra del jiujitsu (ne waza) che Jigoro Kano, il fondatore del Kodokan judo, inviò oltremare per dimostrare e diffondere la sua arte nel mondo.

Hélio Gracie partecipò a numerose competizioni basate sulla sottomissione dalle quali spesso uscì vincitore.La famiglia Gracie continuò a sviluppare il sistema attraverso il XX secolo, spesso combattento in scontri a contatto pieno dei tornei Vale tudo, precursori delle odierne arti marziali miste. Durante questi anni venne incrementata la focalizzazione sul combattimento al suolo e vennero raffinate le tecniche.

Il maestro Efraim Silva insegnante presso il dojo miura proviene dal dojo Gracie/Barra.

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GRAPPLING

NUOVO CORSO DI GRAPPLING !!

Il Grappling è uno stile di lotta in cui lo scopo è portare a terra l’avversario e costringerlo alla resa con una tecnica di sottomissione (strangolamenti, leve articolari o pressioni dolorose, che costringono arbitro o avversario a ammettere un vincitore)). Le sottomissioni sono tecniche che mettono l’avversario in una posizione pericolosa per la sua incolumità fisica costringendolo ad ammettere, attraverso un segnale verbale o fisico (battere con la mano o con il piede sul corpo dell’avversario o sul tappeto), che non può liberarsi dalla presa senza ferirsi (e riconoscendo in questo modo la sconfitta). Inoltre è possibile vincere un combattimento guadagnando più punti tecnici (portando a terra l’avversario o, nel combattimento a terra, ribaltandolo o conquistando una posizione di dominio su di lui).

Nei circuiti di MMA, la parte del combattimento in cui gli avversari lottano a terra viene distinta come “fase di grappling”.

mar-gio 20.30-22

 

 

 

 

CROSSF1T/GINNASTICA FUNZIONALE

Enciclopedia dello sport da combattimento, tecnica, tattica e preparazione fisica.

Il nostro team nasce con l’idea di portare metodiche di allenamento all’avanguardia per atleti e non.

Competenze e passione per lo sport da ring sono elementi che ci accomunano e guidano il nostro lavoro.

 

KRAV MAGA DIFESA PERSONALE

KRAV MAGA DIFESA PERSONALE

 

Corso di difesa personale
Difendersi è in primo luogo un diritto di tutti!
L’aumento vertiginoso in questi anni della violenza sulle donne  è un segno di un’insicurezza diffusa che purtroppo investe la nostra società su vari livelli e contesti. Occorre quindi cercare di porvi rimedio, preparandoci per tempo e tentando di trovare un modo che ci permetta di rispondere in maniera adeguata a questo grave problema sociale.

 

Il Corso Difesa personale

Questo corso si propone quindi di far acquisire , in primo luogo, una maggiore consapevolezza ed autostima , di stimolarle nel trovare la sicurezza nelle proprie risorse fisiche e psicologiche, nell’ampliare le proprie capacità di attenzione per evitare a priori situazioni pericolose, e, infine, di rafforzare la propria abilità di difesa personale attraverso la conoscenza di alcune tecniche base di combattimento, applicabili in eventuali contesti a rischio.

Il corso, che unisce le competenze di un docente di arti marziali Difendersi è in primo luogo un diritto di tutti!”.

KARATE GOSHINDO

Goshindo dojo miura

 

Il KARATE GOSHINDO è una disciplina che, pur risalendo a tempi antichi, trova applicazione nella difesa così come è concepita ai giorni nostri. E’ un’ arte che si identifica per la sua semplicità ed efficacia. Non può essere trasformata in sport poichè nasce e si sviluppa unicamente come reale mezzo di difesa e di combattimento. Questo metodo può essere insegnato solo a persone che abbiano almeno 18 anni. Le sue tecniche sono state selezionate e tramandate ad una ristretta cerchia di persone. E’ una disciplina molto interessante per chi ha già praticato una qualsiasi arte marziale e desideri approfondirne l’essenza. Nel nostro dojo è insegnata dal docente maestro Gian Paolo Buzzetti (docente 9° dan).

lun-gio 19-20.30

CAPOEIRA

L’arte della Capoeira è una delle piu’ alte espressioni folcloristiche ed artistiche del Brasile.
Nacque circa quattro secoli or sono, intorno al 1580. La sua origine va ricercata presso gli schiavi africani Bantu’, deportati dai colonizzatori portoghesi in Brasile. Il termnine stesso Capoeira riassume questa origine: essa è cioè frutto dello schiavismo, e se tale fenomeno non fosse esistito non sarebbe esistita nemmeno la Capoeira. Dato che agli schiavi era proibita qualunque forma di combattimento, per non incorrere nelle punizioni dei padroni questa tecnica veniva mascherata come danza mimica acrobatica.
Nel 1953, dopo un’esibizione tenuta da un gruppo di capoeristi alla presenza del Presidente della Repubblica Getulio Vargas, la Capoeira cominciò ad essere valorizzata e ad avere l’appoggio dei politici, degli intellettuali e degli artisti. Questa disciplina entrò cosi nelle scuole, nelle palestre e iniziò ad essere insegnata ovunque.
Dal 1972 è stata dichiarata la ginnastica nazionale brasiliana.
Si distingue in “Capoeira d’angola” e “Capoeira regional”.
Il Maestro che diede un inquadramento alla Capoeira d’Angola fu Mestre Pastinha, mentre quello che fondò la Capoeira Regional fu Mestre Bimba, entrambi all’inizio del secolo scorso.
La Capoeira d’angola (Capoeira madre) assomiglia ad una danza, fatta di movimenti circolari, spesso eseguiti quasi a rallentatore. Non ci sono mai contatti bruschi e spesso ci si sposta accucciati facendo perno sul terreno con mani e piedi.
La Capoeira regional è una forma evolutasi dalla precedente e diventando sempre piu una tecnica di difesa e attacco, lotta e combattimento. Strutturati come in un’ arte marziale, i movimenti sono accompagnati da strumenti musicali la cui musica si fa via via piu’ veloce ed incalzante. Questo incita i capoeristi a velocizzare i colpi, gli scatti e i balzi in sequenze rapidissime ed altamente spettacolari.
L’attacco, la difesa ed il contrattacco sono evidenti e si susseguono rapidamente, ed i colpi possono essere portati a contatto in modo controllato o più deciso.


JIU JITSU ISRAELIANO EX KRAV MAGA

Il JIU JITSU ISRAELIANO EX KRAV MAGA è una disciplina di origine israeliana che comprende la difesa personale ed il combattimento. Usata da Israele anche per l’addestramento dei soldati del IDF (ISRAELI DEFENSE FORCE), efficace e di veloce apprendimento, studiato per mettere ko l’avversario in modo definitivo nel più breve tempo possibile. Trova molteplici applicazioni nelle possibili situazioni della vita odierna; insegna a combattere e a difendersi da qualunque tipo di aggressione, armata e non.

TAI JI QUAN

Tai Ji Quan

 

Il Tai Ji Quan (Il combattimento della Suprema Polarità) è un’arte marziale cinese che appartiene alla grande famiglia di quello che in Occidente è chiamato Gong Fu (o Kung Fu), in particolare al gruppo delle cosiddette Arti Interne (le più famose oltre al Tai Ji Quan sono il.Ba Gua Zhang e lo Xing Yi Quan).

 

Come tutte le antiche arti marziali tradizionali, esso mira a costruire un individuo completo in senso olistico (tenendo cioè conto di tutte le componenti dell’Uomo: la mente, il corpo fisico e l’energia).

 

Per il tipo di lavoro che prevede sul movimento lento e fluido, per lo studio dell’equilibrio che esso comporta e per l’assenza di combattimenti a forte impatto, il Tai Ji Quan è adatto per chiunque, a qualunque età, con una forte valenza per costruire o ripristinare la piena forma fisica della persona.

 

Il corso segue il programma del M° Shin Dae Woung. Si tratta di un corso tradizionale, nel quale non si affronta solo lo studio delle forme, ma una preparazione completa del corpo. In esso trovano posto i seguenti elementi:

 

–           Le cerimonie di apertura e chiusura della lezione

–           La forma di Qi Gong (I diciassette movimenti del Buddha)

–           Gli otto drappi di seta d’oro

–           Il riscaldamento

–           Esercizi di lavoro interno e lavoro esterno

–           Le forme a mani nude

–           Le forme con le riproduzioni di armi

–           Il lavoro a coppie.

 

 

KENDO-KENJUTSU

La Zen Nippon Kendo renmei, Federazione Giapponese di Kendo e Iaido, ha così definito il principio del Kendo, il suo ideale:
“Il Kendo è una via per la formazione dell’uomo attraverso la pratica e lo studio dei principi della spada giapponese”
Il Kendo è un’ arte marziale antica codificata nella forma attuale durante l’epoca Meiji (1868-1911).
Si può definire come una scherma con la spada giapponese (sostituita ai fini dell’allenamento da una spada di Bambù).
L’attività agonistica è subordinata a principi etici (rispetto, cortesia, lealtà, correttezza) e filosofici (avendo uno stretto legame con lo “Zen”).
La pratica è libera e consigliata a tutti senza limitazioni di età e di sesso.
Per praticare il Kendo si utilizza il Bokken (spada di legno) e lo Shinai (spada di Bambù). Il vestiario consiste nel Kendo-gi e nell’Hakama, di solito di colore blu, con una Obi (cintura di circa 8 cm). All’inzio si può praticare con judo-gi, karate-gi o una qualsiasi tuta sportiva, con una cintura da arti marziali.

IAIDO

IAIDO

Si può definire lo IAIDO come l’arte dell’estrazione e dell’uso della spada tradizionale giapponese (katana).
Lo Iaido è la trasformazione dello IAI-JUTSU (XV-XVI sec.), codificazione delle tecniche di combattimento con la spada (si potevano contare circa 400 scuole), attraverso l’influenza dello “ZEN”. Quindi da tecnica per uccidere a stile di vita etico filosofico (tutt’oggi sopravvivono una trentina di stili antichi).
Nel 1968 sono stati codificati dalla Zen Nippon Kendo Renmei, federazione giapponese di Kendo e Iaido, una serie di Kata unificando alcune tecniche delle principali scuole come riferimento e base per lo studio dello Iaido anche al di fuori del Giappone: Il “SEITEI IAI”.
Lo studio minuzioso del movimento, della respirazione e dei ritmi di esecuzione ha l’obiettivo di condurre alla perfetta coordinazione di mente e corpo e alla cessazione di ogni conflitto interiore.
Per la pratica si utilizza il Bokken (spada di legno) o lo Iaito (spada con lama non tagliente). Il vestiario consiste nello Iai-gi e nell’Hakama, di solito di colore bianco o nero, ma sono normalmente usate anche tenute da Kendo, con una Obi (cintura di circa 8 cm). All’inzio si può praticare con judo-gi, karate-gi o una qualsiasi tuta sportiva, con una cintura da arti marziali.

JEET KUNE DO

Il Jeet Kune Do significa “la via dell’intercettare il pugno”definisce la complessità del pensiero e della ricerca attuata dal proprio fondatore negli anni ’70: Si-Jo Bruce Lee.

Per comprendere il Jeet Kune Do bisogna liberarsi di ogni idea, prescrizione o stile ed andare oltre: infatti, il Jeet Kune Do non ha stile, ma può assumere qualsiasi forma senza esserne imprigionato.

Per definire meglio Jeet Kune Do possiamo usare le parole del suo fondatore: “Tirare di Scherma con la mani e boxare con i piedi”, “avere nessuna limitazione come limitazione” e ancora: “usare nessuna via come via”, “assorbire ciò che è utile, scartare ciò che è inutile”.

Attualmente il Jeet Kune Do è rappresentato da Due Scuole: la Scuola “Original” e la Scuola “Concepts”. Le Due Scuole si originano dalla diversa interpretazione del Jeet Kune Do assunta da Sifu Dan Inosanto.

La Scuola “Original” difende e promuove il bagaglio tecnico e le metodologie d’allenamento esplorate da Bruce Lee fino alla sua morte. La Scuola “Concepts” è frutto della ricerca postuma di Inosanto “di ciò che è utile da assorbire…” che comprende la visitazione di più di 20 arti marziali differenti applicate con i “Concetti” del Jeet Kune Do.

 

 

wing chun kung fu

WING CHUN KUNG FU/SANDA

Il WING CHUN (永春) è un’arte marziale originaria della Cina del Sud e appartiene alla famiglia degli stili di Gong Fu (Kung Fu).

facebook : basemartialartspiemonte

La leggenda vuole che il WING CHUN sia stato elaborato e concepito dalla monaca buddhista Ng Mui intorno alla seconda metà del XVII secolo in seguito alla distruzione del monastero Shaolin e dopo aver assistito a un combattimento tra una gru e un serpente. Sempre secondo la leggenda la prima allieva di Ng Mui fu una ragazza di nome Yim Wing Chun, alla quale Ng Mui insegnò le nuove tecniche di combattimento appena elaborate per sfidare e sconfiggere in duello un borioso e violento pretendente. La giovane donna non insegnò lo stile tramandatole dalla monaca tranne che a suo marito, il mercante Leung Bok Chao, che in onore della moglie chiamò appunto quest’arte WING CHUN QUEN (la boxe di Wing Chun).

 

Attraverso quattro secoli di storia questa meravigliosa disciplina è giunta fino a noi grazie all’incessante lavoro di grandi maestri che ne hanno progressivamente affinato le tecniche e le dinamiche. Tra questi il più famoso è sicuramente Sifu YIP MAN, che dopo essersi trasferito a Hong Kong nel 1949 insegnò personalmente il metodo a decine e decine di allievi tra cui BRUCE LEE (che lo fece conoscere all’America degli anni sessanta tenendolo quale nucleo tecnico e concettuale del suo Jeet Kune Do), WONG SHUN LEUNG, WILLIAM CHEUNG e LEUNG TING.

 

Sotto il profilo metodologico, il WING CHUN è un’arte marziale sintetica che deve la sua straordinaria efficacia al perfetto controllo delle meccaniche del corpo, allo studio approfondito delle linee di attacco e difesa nonchè all’economia e simultaneità dei movimenti. Lo stile non enfatizza pertanto l’uso della forza muscolare, ma si concentra sulla precisione dei colpi, sulla velocità di pensiero e azione, sulla sensibilità e reattività dei movimenti e sullo sviluppo della strategia e dell’intenzione mentale.

 

In particolare l’apprendimento dello stile si articola nello studio di tre forme a mani nude (Siu Lim Tao, Chum Kiu e Biu Tze) di una forma con un apposito manichino di legno (Muk Yan Chong) di una forma con il bastone lungo (Luk Dim Boon Kwun) e di una forma con i coltelli da taglio (Bart Cham Dao) oltre che nell’esecuzione di molteplici esercizi (tra cui la pratica del Luk Sao, del Chi Sao, dei pugni a catena e dei c.d. otto calci del WING CHUN) che consentono all’allievo di sviluppare una perfetta padronanza della propria struttura corporea, della propria forza e delle proprie emozioni e per questa via di acquisire un articolato bagaglio di tecniche di attacco, difesa e contrattacco estremamente efficaci e applicabili indipendentemente dal pensiero convenzionale della mente.

 

Grazie a queste caratteristiche il WING CHUN può essere quindi definita un’arte marziale scientifica, adatta a uomini, donne e bambini di ogni età, che permette di imparare a difendersi da ogni possibile aggressione fisica e di acquisire una nuova percezione del proprio corpo e delle sue meccaniche.

TAE KWON DO

Il taekwondo è un’arte marziale che affonda le sue origini nella Corea di duemila anni fa. Letteralmente taekwondo significa “arte dei calci e pugni in volo”. Si è affermato come disciplina sportiva di combattimento nella seconda metà del 1900, distinguendosi dagli altri sport marziali per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche. Si differenzia dalle altre arti marziali praticate in estremo oriente per l’utilizzo delle gambe e dei piedi con tecniche veloci e lineari, abbinate a movimenti fluidi e circolari di tutto il corpo. E’ un efficace strumento di difesa personale, uno sport olimpico praticato in tutto il mondo (sono 160 le nazioni affiliate alla World Taekwondo Federation, con più di 50 milioni di praticanti).

 

TaekGrande novità con il nostro taekwondo.
Iniziano i corsi del Maestro Domenico Greco, la più anziana cintura nera di Torino e che portò il taekwondo per la prima volta alla Miura nel lontano 1996.
I corsi sono tenuti dall’insegnante Tecnico Alberto Tonon, già campione italiano cinture rosse e medaglia di bronzo al Campionato Italiano Cinture Nere per squadre regionali.
26 anni di taekwondo al Dojo Miura che uniscono da settembre la palestra di Arti Marziali più bella di Torino e più storica in Italia con il Centro Sportivo migliore e importante a Torino per il taekwondo.
Due location in punti diversi e non concorrenziali a Torino.
Una sinergia unica per incominciare la nuova stagione sportiva nel modo migliore per tutti i giovani del taekwondo della nostra città.
Unione, sinergia, metodo, organizzazione, qualità.wondo a Torino

 

 

 

Gli allenamenti intensi e atletici che caratterizzano questa disciplina permettono inoltre il miglioramento della tonicità muscolare, dell’agilità, della coordinazione e dell’equilibrio. Sono sempre più numerose le donne che praticano questa disciplina scoprendone i notevoli benefici.

 

Cinture TAEKWONDO

In una disciplina marziale come il taekwondo sono presenti dei gradi, rappresentati dal colore della cintura che si indossa. Il colore delle cinture è associato a vari significati legati alla crescita dell’allievo nel taekwondo: dalla purezza dell’ingenuità alla cosciente impenetrabilità alla paura.
Bianca (10º kup): non propriamente considerata come grado, in quanto tutti coloro che iniziano a praticare il taekwon-do sono cinture bianche. Rappresenta la base dalla quale partire e la volontà di apprendere.
Bianco-gialla(9º kup): rappresenta l’ingenuità dell’allievo verso quest’arte.
Gialla (8º kup): rappresenta la terra, dove la pianta (l’allievo) mette le sue radici.
Giallo-verde (7º kup): grado intermedio tra la cintura gialla e la cintura verde.
Verde (6º kup): la pianta inizia a germogliare. L’arte comincia a svilupparsi nell’allievo, che ha imparato alcune tecniche.
Verde-blu (5º kup): grado intermedio tra la cintura verde e la cintura blu.
Blu (4º kup): la pianta ormai è cresciuta ed è rivolta verso il cielo, simbolo della cintura. Il taekwondo, per l’allievo, diventa qualcosa di importante ed egli vi progredisce.
Blu-rossa(3º kup): grado intermedio tra la cintura blu e la cintura rossa.
Rossa (2º kup): rappresenta il tramonto di una giornata, per l’allievo la fine di un tipo di allenamento. La cintura rossa è anche un segnale di pericolo: le tecniche possono diventare pericolose, è indispensabile l’autocontrollo.
Rosso-nera (1º kup): grado intermedio tra la cintura rossa e la cintura Nera. Generalmente il periodo in cui tale grado viene indossato è più lungo rispetto alle precedenti cinture colorate. Ciò permette la necessaria maturazione mentale e tecnica per poter sostenere l’esame di passaggio alla cintura Nera.
Nera (1º dan e successivi): rappresenta la notte. Per l’allievo inizia un nuovo metodo di allenamento sia fisico che mentale. Questo grado rappresenta anche l’impenetrabilità alla paura, alle tentazioni e al male. Il colore nero racchiude tutti i colori delle cinture precedenti. Un nuovo punto di inizio. I dan sono 10, ma la difficoltà di ottenere un dan aumenta considerevolmente con l’avanzare del grado. Infatti, mentre fino al 4º dan ci si arriva sostenendo vari esami di passaggio, dal 5º in poi ci si può arrivare “per meriti conseguiti”. L’ultimo dan, estremamente difficile da ottenere, è la fine del lungo tragitto dell’atleta che ora ha compiuto la massima saggezza nel campo del taekwondo.
Poom (1º – 2º – 3º): È un grado che si ottiene se, pur avendo sostenuto gli esami per conseguire la cintura nera (1º – 2º – 3º dan), non si ha l’età necessaria ad indossare il relativo grado. Per il 1º dan è necessario avere 14 anni, 16 anni per il 2º dan e 18 anni per il 3º dan. La soglia minima d’età è istituita in quanto per poter indossare la cintura nera e i successivi gradi è necessaria una maturità mentale e spirituale, oltre che tecnico-fisica. Una volta raggiunta l’età necessaria, il Poom si converte automaticamente al corrispondente dan, diventando così una cintura nera a tutti gli effetti.

HUNG GAR KUNG FU

HUNG GAR KUNG FU

 

hung gar kung fu, che significa “Kung Fu della famiglia Hung”, è un sistema di combattimento della Cina meridionale che utilizza le tecniche dei cinque animali del tempio di Shaolin: tigre, gru, leopardo, serpente, dragone. Ognuno di questi animali ha un’azione caratteristica emulata in applicazioni varie (ad esempio, la tigre esprime fierezza e forza, mentre la gru esprime elasticità e velocità).
L’HungGar utilizza le tecniche dei cinque elementi, combinando così tecniche dure e morbide al fine di realizzare un sistema effettivo e completo di salute e difesa.

La sua efficacia è ben documentata oggi in tutto il mondo delle Arti Marziali.
Il suo addestramento sviluppa una forte costituzione grazie anche allo studio della tensione dinamica attraverso il Kiu-Sau (addestramento della mano a ponte). Egli ha accesso a tutte le parti del corpo ed è buono per gli studenti di tutte le età.

L’Hung Gar è un sistema lento rispetto ad altri stili, ma questo è dovuto al fatto che le posizioni sono molto forti e basse: sono proprio le posizioni forti e le potenti tecniche di braccia a renderlo conosciuto.
L’allenamento consiste nel prolungato esercizio delle posizioni e nelle tecniche di respirazione (ChiKung e QiGong).
Il praticante impara a creare energia pura che ha origine dal corretto movimento d’anca e dalle posizioni solide. Non si muove molto come gli altri studenti di KungFu, ma quando trova il contatto, il suo colpo punisce l’avversario.
Gli esercizi di tensione dinamica inerenti alle forme apportano una grossa quantità di energia interna che, quando si unisce a quella esterna, fanno del combattente Hung un formidabile avversario.
E’ un corretto e onesto stile con una forte filosofia che insegna ad usare il controllo e ad impiegare il KungFu in modo giusto; questa filosofia fu trovata scritta in caratteri cinesi in molte scuole di HungGar.
Posizioni basse, colpi potenti, tradizione di allenamento interno avanzato fanno dell’HungGar una formidabile disciplina.

AIKIDO

AIKIDO

Pur attingendo dalle arti marziali tradizionali attraverso lo studio e l’applicazione di tecniche di autodifesa che dimostrano una reale efficacia in caso di aggressione a mani nude o con armi, l’Aikido si pone come obiettivo principale l’evoluzione personale del praticante.

La finalita’ dell’aikido quindi e’ maturare una disciplina interiore da potere trasferire nella vita quotidiana;

questo sognifica che nell’avanzamento dello studio, il praticante compie un percorso evolutivo nel quale le sue paure, le insicurezze personali o lo spirito di competizione che lo portano a vivere il confronto con gli altri con timore o con aggressivita’, man mano lasciano il posto al riconoscimento che l’unica possibilita’ reale per il superamento della conflittualita’ e’ il miglioramento di se stessi.

KARATE

KARATE

 

la storia del karate, disciplina che ha dato origine al nostro Dojo, non si interrompe ma continua con l’introduzione nel nostro staff tenico di un Maestro di altissimo livello. E’ un Maestro che, pur amando l’agonismo, non trascura la tradizione.

Il suo metodo di insegnamento è quindi idoneo a chiunque già pratichi o voglia avvicinarsi per la prima volta a questa disciplina: dai bambini ai ragazzi, dagli agonisti agli amatori.